Norma Tecnica UNI 11790 – Struttura e contenuti
La Norma Tecnica UNI 11790:2020 disciplina le attività professionali non regolamentate in ambito cinofilo, definendo in modo chiaro e verificabile i requisiti di conoscenza, abilità e competenza per due profili professionali fondamentali:
- Educatore Cinofilo (EC)
- Esperto Cinofilo nell’Area Comportamentale (EsCAC)
La norma costituisce il riferimento tecnico nazionale per la certificazione delle professioni cinofile ai sensi della Legge 4/2013 ed è elaborata in ambito UNI, all’interno della Commissione Tecnica dedicata alle professioni non regolamentate.
Finalità della norma
La UNI 11790 nasce con l’obiettivo di:
- superare interpretazioni soggettive e autoreferenziali del ruolo del professionista cinofilo
- distinguere in modo netto l’ambito amatoriale da quello professionale
- garantire trasparenza e tutela dell’utente/consumatore
- favorire il riconoscimento istituzionale delle competenze professionali
La norma non definisce “metodi” o “scuole di pensiero”, ma standard professionali verificabili, sui quali si basa il processo di certificazione.
Struttura generale della UNI 11790
La norma è strutturata in modo sistematico e comprende:
1. Ambito di applicazione
Definisce:
- il campo di validità della norma
- le attività professionali ricomprese
- i limiti di intervento dei profili descritti
2. Profili professionali normati
Educatore Cinofilo (EC) – profilo di 1° livello
È la figura professionale che opera per orientare e migliorare la relazione uomo–cane, attraverso programmi educativi finalizzati a una corretta convivenza familiare e sociale.
Compiti principali:
- raccolta e analisi delle informazioni relative a cane e contesto
- progettazione e pianificazione del programma educativo
- monitoraggio e valutazione dei risultati
Esperto Cinofilo nell’Area Comportamentale (EsCAC) – profilo di 2° livello
È la figura specializzata nell’analisi del comportamento del cane e nella gestione dei comportamenti problematici non riconducibili a patologie veterinarie diagnosticate.
Compiti principali:
- analisi approfondita del comportamento e del contesto relazionale
- collaborazione o invio al Medico Veterinario Esperto in Comportamento (MVEC) in presenza di sospetti clinici
- progettazione e attuazione di programmi di educazione, istruzione o modificazione comportamentale
- monitoraggio, revisione e valutazione finale del percorso
3. Requisiti di conoscenza, abilità e competenza
Per ciascun profilo la norma definisce:
- conoscenze teoriche (etologia, apprendimento, comunicazione, benessere animale, normativa, sicurezza, ecc.)
- abilità operative
- competenze professionali, intese come capacità di applicare conoscenze e abilità in contesti reali
Questi requisiti costituiscono la base oggettiva per la valutazione in sede di esame di certificazione.
4. Rapporti interdisciplinari
La UNI 11790 chiarisce in modo esplicito:
- i confini di competenza del professionista cinofilo
- il ruolo centrale della collaborazione con il medico veterinario, in particolare nell’area comportamentale
- la necessità di un sistema professionale cooperativo e integrato
La norma come base per la certificazione professionale
La conformità alla UNI 11790 viene verificata attraverso un processo di certificazione accreditato, che valuta:
- titoli ed esperienza
- prove d’esame
- mantenimento delle competenze nel tempo
La certificazione rappresenta quindi una garanzia di qualità professionale, non un semplice attestato formativo.
Un riferimento per una cinofilia professionale responsabile
La UNI 11790 rappresenta un passaggio fondamentale per il riordino del settore cinofilo italiano, perché:
- definisce ruoli e responsabilità
- tutela il benessere del cane
- tutela il cittadino che si affida a un professionista
- valorizza le competenze reali
Per FICSS PRO, questa norma è il fondamento tecnico e culturale su cui costruire una professione cinofila riconoscibile, etica e sostenibile.
Le FAQs
La UNI 11790:2020 è una norma tecnica nazionale che definisce i requisiti di conoscenza, abilità e competenza per due profili professionali cinofili: Educatore Cinofilo ed Esperto Cinofilo nell’Area Comportamentale.
È il riferimento ufficiale per la certificazione delle professioni cinofile non regolamentate, in conformità alla Legge 4/2013, ed è elaborata da UNI.
Le prassi di riferimento sono documenti UNI che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, quando non ci sono norme né progetti di norma nazionali, europei o internazionali.
Possono essere buone pratiche già in uso nei servizi al cittadino/consumatore, applicazioni settoriali di specifiche esistenti, disciplinari industriali, protocolli per la gestione di marchi proprietari, modelli di gestione sperimentati a livello locale, adozioni di CWA a livello nazionale. Sono elaborate sulla base di un rapido processo di condivisione tra i soli autori, non più di nove mesi, in appositi Tavoli e sotto la conduzione operativa di UNI.
(fonte UNI)
No.
La UNI 11790 non è un corso, né un percorso formativo. È una norma tecnica che stabilisce standard professionali: indica cosa un professionista deve sapere e saper fare, non come deve essere formato. I corsi di formazione servono a prepararsi, ma non equivalgono alla certificazione.
La norma prevede due profili distinti:
- Educatore Cinofilo (EC) – profilo di 1° livello, orientato all’educazione e alla relazione uomo–cane
- Esperto Cinofilo nell’Area Comportamentale (EsCAC) – profilo di 2° livello, specializzato nell’analisi e gestione dei comportamenti problematici
Ogni profilo ha ambiti di competenza, limiti operativi e responsabilità specifiche.
No.
La norma è molto chiara sui limiti professionali: il professionista cinofilo non effettua diagnosi cliniche, che restano di esclusiva competenza del Medico Veterinario Esperto in Comportamento (MVEC).
In presenza di sospetti clinici, è previsto l’invio o la collaborazione con il veterinario.
Un professionista certificato secondo la UNI 11790 offre:
- competenze verificate da un ente terzo indipendente
- rispetto di standard professionali oggettivi
- maggiore trasparenza, responsabilità e tutela
La certificazione non è un titolo “una tantum”, ma prevede anche il mantenimento delle competenze nel tempo.
No.
La certificazione professionale conforme alla UNI 11790 non può essere rilasciata automaticamente al termine di un corso di formazione.
La norma distingue in modo chiaro tra:
- formazione (percorsi didattici, corsi, master, attestati di frequenza)
- certificazione (valutazione indipendente delle competenze)
La certificazione avviene esclusivamente tramite un processo di esame e valutazione svolto da un organismo di certificazione terzo e indipendente, che verifica la conformità del professionista ai requisiti della norma.
Un percorso formativo può:
- preparare il candidato all’esame
- fornire conoscenze e abilità utili
ma non sostituisce né garantisce il rilascio della certificazione, che resta un atto separato e successivo.
Sono documenti che dicono “come fare bene le cose”, garantendo sicurezza, rispetto per l’ambiente e prestazioni certe. Secondo il Regolamento UE 1025 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2012 sulla normazione europea per norma si intende “una specifica tecnica, adottata da un organismo di normazione riconosciuto, per applicazione ripetuta o continua, alla quale non è obbligatorio conformarsi”. Può essere internazionale, europea, armonizzata, nazionale. Le norme, quindi, sono documenti che definiscono le caratteristiche (dimensionali, prestazionali, ambientali, di qualità, di sicurezza, di organizzazione ecc.) di un prodotto, processo o servizio, secondo lo stato dell’arte e sono il risultato del lavoro di decine di migliaia di esperti in Italia e nel mondo.
(fonte UNI)
