
Certificazioni professionali: valore reale, tutele e riconoscimento
Fare chiarezza tra attestati, qualifiche, norme UNI e certificazioni accreditate
Nel panorama delle professioni cinofile si parla sempre più spesso di certificazioni, attestazioni, qualifiche professionali, norme UNI e accreditamento. Termini che vengono frequentemente utilizzati come sinonimi, ma che in realtà identificano strumenti diversi, con finalità, valore e implicazioni differenti.
È stato questo il tema al centro del webinar organizzato da FICSS PRO il 21 maggio scorso, ospite Franco Fontana, Direttore Europa della Certificazione delle Persone di Intertek e tra i maggiori esperti italiani nel settore della normazione e della certificazione professionale.
L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento per i professionisti del settore cinofilo, spesso chiamati a orientarsi in un contesto complesso dove convivono percorsi formativi, riconoscimenti associativi, attestazioni di qualità e certificazioni accreditate.
Un settore in cui è necessario fare chiarezza
Fin dalle prime battute del webinar, Fontana ha evidenziato la necessità di costruire un linguaggio comune e una maggiore consapevolezza.
«Bisogna fare un po’ di chiarezza. Capire cosa sono queste norme e queste terminologie per dare una base comune nel linguaggio.»
Un chiarimento fondamentale, soprattutto in un settore come quello cinofilo, dove la crescita professionale degli operatori procede spesso più velocemente della comprensione degli strumenti normativi che regolano il mercato.
Secondo Fontana, per comprendere correttamente il sistema delle professioni è necessario distinguere con precisione i ruoli di chi eroga formazione, di chi rappresenta le professioni e di chi svolge attività di certificazione.
«Bisogna capire bene i ruoli e spiegare chi fa che cosa e come va fatto correttamente.»
Attestato di frequenza, qualifica professionale e certificazione: non sono la stessa cosa
Uno dei passaggi più apprezzati dai partecipanti ha riguardato proprio la differenza tra attestati, qualifiche e certificazioni.
Partecipare a un corso e ricevere un attestato di frequenza significa documentare la partecipazione a un percorso formativo. Si tratta di un elemento importante, ma che non costituisce automaticamente una prova delle competenze professionali possedute.
Diverso è il concetto di qualifica professionale, che può essere rilasciata esclusivamente nell’ambito dei percorsi previsti dalla normativa pubblica.
Ancora differente è la certificazione professionale, che valuta le competenze di una persona rispetto a requisiti definiti da una norma tecnica e verificati da un soggetto indipendente.
La certificazione non misura soltanto ciò che una persona ha studiato, ma soprattutto ciò che sa realmente fare.
La Legge 4/2013: tutela del mercato e dei cittadini
Ampio spazio è stato dedicato alla Legge 4/2013, il principale riferimento normativo per le professioni non organizzate in ordini o collegi.
Fontana ha ricordato che questa legge nasce con una finalità precisa:
«La Legge 4 è nata per tutelare il mercato.»
L’obiettivo non è creare nuovi albi professionali, ma offrire strumenti che consentano ai professionisti di qualificarsi e ai cittadini di orientarsi in modo più consapevole.
In questo contesto assumono un ruolo centrale le associazioni professionali, chiamate a promuovere formazione continua, codici deontologici, trasparenza e qualità dei servizi.
Un ruolo che FICSS PRO svolge quotidianamente attraverso il proprio sistema associativo e l’Attestazione di Qualità e Qualificazione Professionale prevista dalla stessa Legge 4/2013.
Il valore delle norme UNI
Una parte significativa dell’incontro è stata dedicata alle norme UNI e al loro significato per il mondo delle professioni.
Le norme UNI non sono leggi, ma documenti tecnici elaborati attraverso processi di consenso che coinvolgono professionisti, associazioni, imprese, consumatori e istituzioni.
Nel settore cinofilo hanno consentito di definire in modo chiaro competenze, attività e requisiti di figure professionali quali Educatore Cinofilo, Esperto Cinofilo in Area Comportamentale, Formatore Cinofilo e Istruttore Cinosportivo.
La norma, tuttavia, non attribuisce automaticamente una qualifica. Costituisce invece il riferimento rispetto al quale possono essere valutate le competenze del professionista.
Accreditamento: la garanzia che il sistema funziona
Tra gli argomenti che hanno suscitato maggiore interesse vi è stato quello dell’accreditamento.
Spesso si sente parlare di Accredia, ma non sempre si comprende quale sia il suo ruolo.
Fontana lo ha spiegato con grande efficacia:
«Accredia non certifica, accredita. È l’organo di controllo che dà il permesso a noi di certificare.»
In altre parole, Accredia non valuta direttamente il professionista. Verifica invece che l’organismo di certificazione operi secondo regole rigorose, condivise a livello internazionale e sottoposte a controlli continui.
«Si fa garante al mondo esterno che i miei certificati sono validi su quella specifica norma.»
L’accreditamento rappresenta quindi una tutela sia per il professionista sia per il cittadino, perché garantisce che il processo di valutazione sia stato svolto secondo criteri di imparzialità, competenza e trasparenza.
Certificare competenze, non semplicemente corsi
Un altro concetto particolarmente importante emerso durante la serata riguarda il passaggio dalla logica della formazione a quella della verifica delle competenze.
Come sottolineato da Fontana, il sistema delle certificazioni professionali nasce proprio per riconoscere ciò che una persona sa realmente fare, indipendentemente dal percorso attraverso il quale ha acquisito le proprie competenze.
È una visione che oggi trova spazio anche nelle politiche europee e nei sistemi nazionali di valorizzazione delle competenze professionali.
Una responsabilità condivisa
L’incontro si è concluso con una riflessione che riguarda l’intero settore cinofilo.
La formazione resta fondamentale e rappresenta il punto di partenza di ogni percorso professionale. Tuttavia, formazione, attestazione associativa e certificazione accreditata rispondono a esigenze differenti e non devono essere confuse.
Comprendere queste differenze significa compiere scelte più consapevoli, valorizzare il lavoro dei professionisti seri e offrire maggiori garanzie ai cittadini che si affidano ai loro servizi.
In un mercato in continua evoluzione, la qualità professionale non può essere affidata soltanto alla comunicazione o all’auto-dichiarazione delle competenze. Richiede strumenti trasparenti, verificabili e riconoscibili.
Il webinar con Franco Fontana ha offerto proprio questo: una bussola per orientarsi in un tema complesso ma sempre più centrale per il futuro delle professioni cinofile.

Fino a che esistono tante aps, che rilasciano certificazioni non riconosciute dalle altre aps nascondendosi dietro marchi depositati ecc, fino a che non ci sarà un albo specifico con le competenze acquisite, non si arriverà da nessuna parte e fino a che ogni anno dobbiamo spendere dei capitali per restare nelle varie aps rende tutto poco serio, se uno si laurea in una qualunque università non è che a vita paga quell’università per fare in modo che la laurea rimanga valida … troppe aps e tutte troppo attaccate ai rinnovi annualie poco incline a capire, che non è dove si studia o dove si è iscritti, ma dipende dalla parsona a dalla sua capacità di apprendere e capire e mettere in atto, non da quello che spende.
Grazie per il contributo.
Comprendiamo alcune delle criticità che evidenzi, ma riteniamo importante riportare la discussione su un piano tecnico e normativo.
Oggi esistono strumenti diversi previsti dalla legge: associazioni professionali ai sensi della Legge 4/2013, percorsi formativi, attestazioni associative e certificazioni accreditate secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17024. Sono realtà differenti, con funzioni differenti, che ogni professionista è libero di valutare e scegliere in base al proprio percorso e ai propri obiettivi.
Nessuno è obbligato ad aderire a un’associazione professionale, a mantenere un’iscrizione o a intraprendere un percorso di certificazione. Le norme esistono e offrono opportunità diverse: sta al singolo professionista decidere come posizionarsi sul mercato e quali strumenti utilizzare per valorizzare le proprie competenze.
Condividiamo invece un principio fondamentale: il valore di un professionista non si misura esclusivamente attraverso un titolo, una tessera o una quota associativa, ma attraverso le competenze, l’esperienza, l’etica professionale e la qualità del servizio offerto.
Un professionista normalmente dovrebbe contribuire alla crescita del settore con le proprie competenze e con il proprio lavoro; non attraverso accuse generalizzate o inutili contrapposizioni, ma confrontandosi nel merito delle questioni e rispettando le scelte professionali altrui.
Ognuno è libero di operare nel mercato come ritiene più opportuno, ma è altrettanto importante riconoscere e rispettare gli strumenti che il legislatore ha previsto per chi decide di intraprendere percorsi diversi dal proprio.