
La prevenzione in età evolutiva: imparare a vedere prima che il problema compaia
Ci sono serate in cui il tempo sembra scorrere più velocemente del previsto.
Per anni la prevenzione è stata considerata quasi un sinonimo di “intervenire tempestivamente”. Un concetto corretto, ma insufficiente.
Durante il webinar “Introduzione alla prevenzione in età evolutiva”, organizzato da FICSS PROFESSIONAL e condotto da Daniela Malagoli, è emersa una prospettiva molto più ampia: prevenire non significa semplicemente arrivare prima del problema. Significa imparare a leggere lo sviluppo mentre sta accadendo.
È un cambiamento di prospettiva che modifica il ruolo stesso del professionista.
Non più soltanto colui che risolve una difficoltà quando compare. Ma una figura capace di osservare, interpretare e accompagnare i processi evolutivi prima che alcune traiettorie diventino stabili. Una differenza che può sembrare sottile, ma che cambia completamente il modo di progettare il lavoro con il cane e con la sua famiglia.
Una parola che tutti usano. Ma cosa significa davvero?
Uno dei primi spunti proposti durante la serata è partito da una domanda apparentemente semplice:
Che cosa intendiamo quando diciamo “prevenzione”? È un termine presente ovunque.
Compare nelle presentazioni dei puppy class, nei siti internet, nelle locandine dei corsi e nelle descrizioni delle attività dedicate ai cuccioli.
Eppure, quando proviamo a definirlo, scopriamo che ognuno attribuisce a quella parola un significato diverso.
Per alcuni significa educare.
Per altri significa informare.
Per altri ancora significa evitare l’insorgenza dei problemi comportamentali.
Il rischio è evidente: utilizzare la stessa parola per descrivere interventi completamente differenti.
Da qui nasce l’esigenza di costruire un linguaggio condiviso che permetta ai professionisti di parlare realmente della stessa cosa.
Per Daniela Malagoli la prevenzione può essere definita come:
l’insieme di attività, azioni e interventi volti a promuovere e mantenere il benessere emotivo e comportamentale del cane giovane, con l’obiettivo di evitare l’insorgenza di problematiche comportamentali e relazionali.
Una definizione che allarga immediatamente il campo. La prevenzione non riguarda soltanto ciò che vogliamo evitare. Riguarda soprattutto ciò che vogliamo costruire.
Non esiste una sola prevenzione
Un altro passaggio fondamentale del webinar riguarda la distinzione tra i tre livelli della prevenzione.
La prevenzione universale è rivolta all’intera popolazione o a gruppi che non presentano particolari fattori di rischio.
Un incontro per le famiglie che accolgono un cucciolo, una campagna informativa sulla costruzione della base sicura o un percorso rivolto a tutti i proprietari rientrano in questo livello.
La prevenzione selettiva si rivolge invece a soggetti che condividono condizioni di vulnerabilità o fattori di rischio.
Cuccioli provenienti da sequestri, cani cresciuti in ambienti poveri di stimolazioni, soggetti separati precocemente dalla madre o inseriti in contesti fortemente conflittuali rappresentano esempi di popolazioni nelle quali il rischio evolutivo è maggiore.
Infine troviamo la prevenzione specifica, quella che interviene quando il disagio non è ancora strutturato ma iniziano ad apparire i primi segnali.
Non si lavora ancora sul problema conclamato.
Si lavora sulle sue prime tracce.
Ed è proprio qui che la capacità osservativa del professionista diventa determinante.
Dalla fotografia al film
Forse il contributo più originale della serata riguarda il concetto di Modalità Funzionale Evolutiva.
Secondo questa prospettiva il professionista non dovrebbe limitarsi a descrivere il comportamento osservato.
Dovrebbe invece chiedersi: Come sta organizzando il proprio funzionamento questo individuo?
La differenza è enorme. Un comportamento non viene più interpretato come un’etichetta o come una caratteristica stabile.
Diventa il segnale di un sistema in continua trasformazione.
Per questo Daniela Malagoli preferisce parlare di modalità piuttosto che di stato.
Lo stato suggerisce qualcosa di statico. La modalità racconta invece un’organizzazione dinamica, capace di modificarsi continuamente durante la crescita.
Ed è proprio qui che la prevenzione trova il suo spazio. Non osservare ciò che il cucciolo è. Ma comprendere ciò che sta diventando.
Le domande che cambiano il modo di osservare
Durante tutto il webinar emerge un filo conduttore molto preciso. La prevenzione nasce dalle domande.
Più che fornire risposte, il professionista deve imparare a costruire interrogativi capaci di orientare l’osservazione.
Tra quelli proposti durante l’incontro, alcuni meritano di diventare parte del bagaglio quotidiano di chi lavora con i cani giovani.
Questa modalità amplia o restringe le possibilità evolutive del soggetto?
Quali aspettative sta costruendo questo cucciolo sul mondo, sugli altri e su se stesso?
Il sistema possiede risorse sufficienti per affrontare questa esperienza e ritrovare equilibrio?
Questa relazione sostiene lo sviluppo oppure limita le possibilità di regolazione?
Domande semplici solo in apparenza.
Perché obbligano a spostare lo sguardo dal comportamento ai processi.
Il cervello non aspetta gli eventi. Li anticipa.
Uno dei concetti più affascinanti affrontati durante la serata riguarda il ruolo delle aspettative.
Il cervello non aspetta che qualcosa accada per reagire. Costruisce continuamente previsioni.
Ogni esperienza contribuisce a creare aspettative sulla sicurezza, sulla disponibilità degli altri, sulla possibilità di recuperare dopo una difficoltà, sulla capacità di affrontare il mondo.
Per questo motivo la prevenzione non consiste soltanto nel proporre esperienze positive. Consiste nel comprendere quali previsioni quelle esperienze stanno costruendo. Come sottolineato da Daniela Malagoli, perfino le parole prevenzione e previsione condividono la stessa radice. Entrambe parlano della capacità di arrivare prima.
Crescere significa anche ritrovare equilibrio
Ogni esperienza richiede energia. Ogni novità genera una perturbazione.
Lo sviluppo non consiste nell’evitare queste perturbazioni.
Consiste nell’imparare ad attraversarle e recuperare equilibrio.
Da qui nasce un’altra domanda fondamentale: Il sistema possiede risorse sufficienti per affrontare questa esperienza e tornare in equilibrio?
La regolazione non coincide con l’assenza di attivazione.
È la capacità di recuperare dopo l’attivazione.
Ed è proprio questa capacità che diventa uno degli indicatori più importanti dello sviluppo.
Le relazioni regolano lo sviluppo
Durante il webinar è stato dedicato ampio spazio anche al ruolo delle relazioni.
Le relazioni non hanno soltanto una funzione affettiva.
Sono veri sistemi di regolazione.
Attraverso le relazioni il cucciolo impara ad esplorare, affrontare la frustrazione, chiedere supporto, recuperare equilibrio e costruire fiducia.
Per questo ogni intervento preventivo dovrebbe interrogarsi anche sulla qualità delle relazioni presenti nel percorso evolutivo.
Non basta osservare il cane.
Bisogna osservare il sistema nel quale quel cane cresce.
Le cinque chiavi della prevenzione
Nella parte conclusiva Daniela Malagoli ha presentato una cornice operativa composta da cinque elementi strettamente collegati:
- fattori di rischio;
- vulnerabilità;
- fattori protettivi;
- valutazione del funzionamento evolutivo;
- finestre di intervento.
Più che una sequenza di procedure, rappresentano cinque “lenti” attraverso cui leggere lo sviluppo.
Nessuna è sufficiente da sola.
È la loro integrazione che permette di progettare interventi realmente preventivi.
Un patrimonio che appartiene a tutta la cinofilia
La riflessione finale del webinar ha aperto una prospettiva ancora più ampia.
La prevenzione non può appartenere a una sola figura professionale.
Allevatori, educatori cinofili, esperti in area comportamentale, medici veterinari, operatori dei rifugi e famiglie osservano il cane da punti di vista differenti.
Ognuno vede una parte del percorso.
Solo mettendo insieme queste competenze è possibile costruire una vera cultura della prevenzione.
Perché prevenire non significa semplicemente evitare un problema.
Significa creare le condizioni affinché il potenziale evolutivo di ogni cane possa esprimersi nel modo più ricco possibile.
La registrazione è disponibile
Se non hai potuto partecipare al webinar o desideri rivedere i contenuti trattati, la registrazione è disponibile sulla piattaforma e-didaskalia.
L’incontro rappresenta il primo tassello di un percorso di approfondimento che proseguirà nei prossimi mesi all’interno della programmazione formativa di FICSS PROFESSIONAL, con l’obiettivo di continuare a costruire una cultura cinofila fondata sulla conoscenza, sull’osservazione e sulla progettazione consapevole.
